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Mademoiselle si dà al cinema a dicembre

di Melle Bon Plan
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In questo fine anno, le serate invitano maggiormente ad andare al cinema e le uscite cinematografiche si tingono dei colori delle feste natalizie. Due grandi epopee sono tra l’altro protagoniste sul grande schermo: la prima chiude la leggendaria trilogia della Terra di Mezzo, la seconda segue Mosè nella sua strenua lotta per la liberazione del popolo ebraico.

Per te, caro lettore, abbiamo quindi assistito a proiezioni molto diverse tra loro, ma sempre con l’obiettivo di scovare le migliori opere da vedere attualmente in sala. Alcuni film sono usciti da un po’, ma se hai ancora la fortuna di trovare una proiezione vicino a casa tua, ti consigliamo vivamente di approfittarne.

Buona lettura e soprattutto buona visione.

Sala di proiezione del Mk2 Grand Palais con sedute inclinate e luce naturale.

Interstellar

Locandina del film Interstellar con Matthew McConaughey in tuta spaziale su un pianeta innevato.Il parere di Eugénie : Da vedere! Ancora una bella performance di Matthew McConaughey, divertente e commovente. Interstellar mantiene la sua promessa estetica, una splendida visione dello spazio, non c’è bisogno del 3D, Christopher Nolan padroneggia le immagini e gli spazi multidimensionali.

Con l’ambientazione nello spazio, si potrebbe immaginare che il film scivoli nel fantastico, o addirittura nell’immaginario. Forse un po’, ma un immaginario misurato, dosato con parsimonia.

Al di là della tematica spaziale e delle problematiche gravitazionali, proprio come Wes Ball con la regia di Maze Runner – Il labirinto, Nolan tocca con mano le domande sul futuro della Terra e della specie umana. Sullo sfondo di una crisi planetaria, ma realistica, non si esce indifferenti, e meno male!

nelle sale dal 5 novembre 2014

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Chi è senza colpa

Locandina del film Chi è senza colpa con Tom Hardy, Noomi Rapace e James Gandolfini.È la storia di un barista, trentenne, lupo solitario, e spettatore impotente di uno scenario ricorrente: il riciclaggio di denaro mafioso. Un sistema è stato infatti messo in atto: i “drop bars”. Ogni sera un bar viene designato come il «bar di deposito» della serata, dove verrà lasciato il denaro raccolto.

Il parere di Eugénie: La sceneggiatura è ben costruita, la tensione è palpabile per tutto il film, ma sono rimasta un po’ insoddisfatta. Un finale brutale, tra risate e dramma, non si sa bene cosa pensare. Un po’ delusa dal contenuto, la promessa della trama non è stata mantenuta secondo me.

L’interpretazione degli attori è tuttavia ben diretta e il personaggio interpretato da Tom Hardy è toccante. La sua solitudine e la sua dedizione verso il prossimo sono palpabili.

Tom Hardy che guarda un rotolo di banconote da 100 dollari su un tavolo.

Due uomini in un bar buio vicino a un jukebox Compact Disc e un'insegna BOLS.

nelle sale dal 12 novembre

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Lo sciacallo – Nightcrawler

Locandina del film Lo sciacallo - Nightcrawler con Jake Gyllenhaal che indossa occhiali che riflettono la città.Lou Bloom, un uomo stravagante e ai margini della società, vive di piccoli lavori e furti. Pronto a tutto per entrare nel sistema, si ritrova un po’ per caso nel mondo dei «nightcrawlers»: cameramen freelance, venditori di immagini scioccanti e brutali per i canali televisivi.

Una sera, passa sul luogo di un incidente stradale. Le telecamere dei freelance sono lì per recuperare il massimo delle immagini d’impatto. La corsa ai video sensazionalistici è iniziata: chi porterà l’esclusiva migliore su un fatto di cronaca vincerà il jackpot.

Lou si adatta molto velocemente e integra con una facilità sconcertante gli ingranaggi del mestiere e i mezzi da mettere in atto per distinguersi dagli altri freelance e rendersi indispensabile per le emittenti TV locali.

Corruzione, manipolazione dei più deboli, manodopera a basso costo; ci troviamo di fronte a un personaggio assetato di vendetta contro un sistema interessato, che pensa solo al profitto.

Giornalista che riprende una donna che sembra senza vita su un divano.

Il parere di Eugénie: Sulla linea estetica di Drive, Lo sciacallo – Nightcrawler si differenzia per l’azione, una scelta netta di denunciare gli effetti negativi di una società che modella o costringe gli individui a piegarsi alle sue regole per farsi strada. Oltre alla critica di un sistema, i media americani vengono presentati sotto la loro luce peggiore da Dan Gilroy.

Qui, i valori giornalistici sono messi da parte, trascurati dai protagonisti. Il profitto e l’audience sono le leggi che regolano la condotta di personaggi come Lou e Nina, caporedattrice della rubrica Attualità. Individui che quindi non hanno più alcun limite per mantenere il loro status sociale e professionale.

Si esce un po’ sconvolti da questo thriller che invita alla riflessione, anche per le persone avvertite e consapevoli del lato oscuro del sistema economico e sociale.

nelle sale dal 26 novembre 2014

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Una volta nella vita

Classe di seconda liceo – liceo Léon Blum di Créteil: alunni insolenti, a rischio di dispersione scolastica, un professore di storia appassionato, pronto a tutto per riconquistare l’attenzione e la motivazione dei suoi studenti. La signora Gueguen, professoressa di storia e geografia, fa la scommessa folle di iscrivere la sua classe, tra le più deboli, al concorso nazionale sulla resistenza e la deportazione.

Il parere di Eugénie: Tratto da una storia vera, questo adattamento riprende un grande tema della guerra mondiale, sensibile e complesso. Le domande degli adolescenti si affollano, e il regista tocca con mano le confusioni dei ragazzi provenienti da culture e origini diverse.

Questa opera è sostenuta dalla straordinaria interpretazione di Ariane Ascaride, che interpreta un’insegnante appassionata, che affronta i limiti imposti dal sistema scolastico e li supera. Un adattamento da vedere, commovente e portatore di speranza per i giovani, anche se a volte la realtà dell’adolescenza mi è sembrata un po’ edulcorata.

Giovani seduti sui gradini davanti a un muro con la citazione di Léon Blum.

Gruppo di studenti in classe con un uomo in piedi e un'insegnante.

Il giovane attore e sceneggiatore Ahmed Dramé

ha co-sceneggiato questo film, avendo vissuto in prima persona questa storia e questa vittoria, facendo parte della classe dell’anno interessata. Discreto sullo schermo, rievoca con sobrietà questo ricordo che ha segnato il suo anno scolastico al liceo Léon Blum.

Questo film ti ricorderà forse un insegnante che ha lasciato il segno durante i tuoi studi. La scena dell’incontro tra gli studenti e Léon Zyguel è particolarmente toccante e ci ricorda l’importanza del dovere di memoria.

nelle sale dal 3 dicembre 2014

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Lo Hobbit: La battaglia delle cinque armate, un viaggio giunge al termine…

Locandina del film Lo Hobbit: La battaglia delle cinque armate con Bilbo e Gandalf.È arrivato il momento di dire addio alle creature della Terra di Mezzo, entrate ormai nella leggenda della settima arte grazie al più grande fan di J.R.R Tolkien, Peter Jackson.

Armandosi di pazienza e di una forza di convinzione esemplare, il regista neozelandese ha conquistato i puristi più esigenti presentando al mondo la sua visione de «Il Signore degli Anelli». Un enorme successo, che gli varrà il titolo di una delle saghe più grandi della storia del cinema insieme a «Star Wars», «Indiana Jones» o al maghetto chiamato «Harry Potter». Un colpo da maestro che ha dato vita all’adattamento di un altro monumento della letteratura tolkieniana: «Lo Hobbit».

Il parere di Julie: Dopo «Un viaggio inaspettato» in stile «La Compagnia dell’Anello» e una «La desolazione di Smaug» molto altalenante, mette fine alle avventure di Bilbo Baggins e della sua allegra banda di Nani, nella loro riconquista del regno perduto di Erebor.

Smaug, il drago, ha lasciato dietro di sé l’inestimabile tesoro sotto la Montagna Solitaria per attaccare il villaggio di Pontelagolungo. I nani riprendono possesso del luogo, guidati da un Thorin impazzito di fronte a tanta ricchezza e ossessionato dalla ricerca dell’Arkenpietra, una pietra di valore inestimabile che gli varrà il titolo di re dei re. Sfortunatamente, non è l’unico a bramare questo tesoro (altrimenti sarebbe troppo facile, vero?). Cinque popoli giunti da ogni angolo della Terra di Mezzo si preparano quindi a dare battaglia.

Difficile per Peter Jackson chiudere più di dieci anni di successi. Una bella responsabilità, perché proprio come i suoi eroi nani, bisogna riconoscere che «Lo Hobbit» soffre di un problema di dimensioni. Minore di fronte all’imponente mastodonte de «Il Signore degli Anelli», il cui soffio epico persiste nei ricordi, a 13 anni dall’uscita del primo capitolo.

Non bisogna dimenticare che «Lo Hobbit» era un racconto per bambini, preludio al grande capolavoro dell’autore inglese. Realizzare tre episodi delle avventure del piccolo Hobbit era rischioso, e questo terzo capitolo conferma l’inutilità di farne una trilogia.

Il film accumula scene profondamente insipide che danneggiano la storia. Gli elfi Legolas e Tauriel sono i principali protagonisti di queste sequenze riempitive, nate dall’immaginazione di Peter Jackson e non dalla penna di Tolkien.

Nonostante la bellezza delle scene di battaglia, gli inventivi richiami alla trilogia precedente, la recitazione perfetta dei suoi attori (con in testa Martin Freeman, che interpreta un Bilbo Baggins perfetto), si sente che questa conclusione si ingarbuglia grossolanamente. La regia maldestra tradisce l’incapacità di Jackson di gestire i suoi deliri sceneggiativi e la consapevolezza di aver voluto esagerare.

«La battaglia delle cinque armate» farà comunque la gioia degli amanti dell’heroic fantasy e delle saghe natalizie, ma farà storcere il naso agli appassionati della prima trilogia, che non potranno fare a meno di notare i difetti di questo «Il ritorno del re» leggermente confuso. Un trait d’union piacevole nonostante tutto, ma che fa venire più che mai la voglia di voltare pagina al capitolo successivo.

Di Peter Jackson, con Martin Freeman, Ian McKellen, Evangeline Lilly, Richard Armitage, Luke Evans, Orlando Bloom
Durata: 2h24

nelle sale dal 9 dicembre 2014

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La nuit de la glisse

Locandina "Addicted to Life" de La Nuit de la Glisse 2014, sport estremi di montagna e onda.

Con Addicted to life, Thierry Donard firma il suo settimo documentario sugli sport estremi per La Nuit de la glisse, seguendo rider pronti a tutto pur di vivere la loro passione, il loro amore per l’estremo e per gli sport da tavola. È un inno alla vita, un invito a osare.

Una boccata di vitalità e speranza! Si esce da questa proiezione pieni di energia, con la voglia di superare se stessi, di viaggiare e di iniziare la propria «seconda vita».

Appassionato di sport estremi o no, devi assolutamente vedere questo film!

Grazie a Thierry Donard, alla sua squadra e ai rider per offrirci momenti speciali come questo. Da condividere con le persone che ami!

Squadra del film La Nuit de la Glisse con un ciclista e la sua bici sul palco.

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Le Jour le Plus Court

La quarta edizione de Le Jour le plus Court, la festa del cortometraggio, promossa dal Centre National du Cinéma et de l’Image Animée, ritorna quest’anno per 3 giorni, il 19, 20 e 21 dicembre. Del resto, parlo di questo simpaticissimo evento sul blog fin dalla primissima edizione e ne sono molto orgogliosa.

Questa iniziativa ha l’ambizione di promuovere la diversità (pratiche di professionisti e amatori) e la creatività (tutti i generi e tutte le durate) del cortometraggio presso il grande pubblico.

È una festa inclusiva e partecipativa che desidera favorire l’accesso alla cultura e suscitare vocazioni in modo ludico e gioioso proponendo proiezioni collettive

e molto spesso gratuite! Numerose proiezioni sono organizzate in tante città della Francia e in una quarantina di altri paesi.

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Exodus – Dei e re, Ridley Scott in Terra Santa…

Locandina del film Exodus - Dei e re con due uomini in armatura che si fronteggiano.

Cosa c’è di più logico che vedere l’uscita di un film ispirato a un episodio della Bibbia alla vigilia di Natale? E non uno qualsiasi: la fuga dall’Egitto, dove Mosè guida il suo popolo verso la Terra Promessa. Un capitolo dell’Antico Testamento più volte riproposto sul grande schermo (I dieci comandamenti, Il principe d’Egitto) o persino parodiato dal folle Mel Brooks ne «La pazza storia del mondo». Non sorprende, quindi, che il maestro dell’epopea storica, Ridley Scott, si cimenti con l’argomento.

Questa volta Mosè (alias Christian Bale) gioca la parte dell’ateo convertito, ma dubita religiosamente degli atti di Dio e della fondatezza della missione affidatagli. Una visione molto moderna che potrebbe scandalizzare, ma che ha il coraggio di scuotere le convenzioni per rendere il profeta un essere decisamente umano, che diffida dell’influenza di Dio sulle sue convinzioni.

Il parere di Julie: Qui Mosè resta in disparte, si schiera dalla parte degli schiavi, aspettando saggiamente in un angolo che Dio riversi la sua potente ira sul popolo d’Egitto. Ridley Scott tenta l’umanizzazione di Dio attraverso le sembianze di un bambino, abbandonando l’idea della voce celeste e profonda che esce dai rami di un roveto ardente. Un paradosso interessante: l’innocenza che infligge 10 piaghe mortali al popolo del faraone.

Si pensa alla figura giovanile di Satana utilizzata ne «La passione di Cristo» di Mel Gibson. Il regista cerca più che mai di demistificare la leggenda e di offrirle un volto umano. Dio che si intrufola delicatamente dalla parte dei mortali.

Christian Bale nel ruolo di Mosè con il pugno alzato in Exodus - Dei e re.

Giocando la carta dello spettacolare, Ridley Scott fatica a dare profondità ai suoi personaggi. Laddove l’emozione traboccava da ogni parte nel suo cult «Il gladiatore», «Exodus» si chiude nella facilità e lascia che i protagonisti subiscano gli eventi invece di controllarli.

La relazione tra Mosè e Ramses è ridotta all’aneddottico, servendo solo da punto di partenza per il fulcro del film: la vendetta di Dio sull’arroganza di Ramses. Perfettamente controllate dall’inizio alla fine, le 10 piaghe d’Egitto ci esplodono letteralmente davanti agli occhi grazie a un 3D, per una volta giustificato, la cui profondità trova il suo culmine nella celebre scena del Mar Rosso.

Il regista impone ancora una volta il suo punto di vista cartesiano, con il passaggio verso la Terra Promessa che arriva al momento opportuno e in modo inatteso. Un inseguimento nel cuore dei flutti, potente e che giustifica da solo l’andare al cinema. Favola biblica moderna, «Exodus» non appassiona ma cattura con la sua audacia e i suoi riferimenti pertinenti all’attualità.

Faraone Ramses II e Mosè faccia a faccia in Exodus - Dei e re.

Di Ridley Scott, con Christian Bale, Joel Edgerton, John Turturro, Ben Kingsley, Aaron Paul
Durata: 2h31

Uscita nazionale il 24 dicembre 2014

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Loin des hommes

Locandina del film Loin des hommes con Viggo Mortensen e Reda Kateb nel deserto.Lunedì sera ho visto in anteprima questo film diretto da David Oelhoffen, presente sul palco con gli attori Viggo Mortensen e Reda Kateb. È stato davvero un bell’incontro e un ottimo momento.

La storia:

Siamo all’inizio degli anni ’50, nel cuore dell’Atlante algerino, dove seguiamo Daru, un insegnante solitario che deve scortare Mohamed, un contadino accusato dell’omicidio di suo cugino. Inseguiti dagli abitanti del villaggio che invocano la legge del sangue e dai coloni in cerca di vendetta, i due uomini si ribellano. Insieme lotteranno per ritrovare la propria libertà.

Il parere di Cathy:

Questo film, liberamente ispirato al racconto “L’ospite” di Albert Camus, è meravigliosamente girato e ben interpretato dai due attori principali. Notiamo anche che gli scenari naturali sono sublimi. Come vi dicevo nell’introduzione, il regista e i due attori sono saliti sul palco dopo la proiezione per una Masterclass di qualità. Questo ci ha permesso di saperne di più sulle riprese.

Per ragioni logistiche, il film è stato girato in Marocco, dove le infrastrutture sono molto più facili da accedere e i paesaggi identici. Il regista ha sottolineato gli sguardi degli attori che sostituivano i dialoghi. È il talento di ciascuno di loro che ha reso possibile le lunghissime inquadrature sui volti.

La scelta di Viggo Mortensen, che è cresciuto in Argentina e vive in Spagna pur essendo americano e danese, è nata naturalmente dal regista che voleva un attore straniero per interpretare Daru. L’attore si è impegnato ancora di più nel progetto diventando coproduttore.

Uomo armato in appostamento con un altro uomo accanto a una porta.

Uomini a cavallo che scortano prigionieri attraverso un paesaggio desertico.

Per concludere, è un film che parla di fraternità e che segnerà l’inizio dell’anno 2015. Notiamo anche che ha già ricevuto numerosi riconoscimenti durante la sua presentazione in prestigiosi festival cinematografici.

Uscita nazionale il 14 gennaio 2015

articolo scritto da Eugénie Faivre, Cathy, Julie Brando e Mademoiselle Bon Plan

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