Non è sempre facile aggiornare regolarmente questa rubrica sugli spettacoli a Parigi, perché alcuni non restano in cartellone abbastanza a lungo da permettermi di trovare il tempo di vederli e parlarvene prima della fine delle repliche. Ho quindi deciso di parlarvi talvolta in anticipo di certi spettacoli e di aggiungere le recensioni in un secondo momento, una volta che li avrò visti.
Sono comunque riuscita a raccogliere per voi in questo articolo una piccola selezione di spettacoli da vedere a Parigi in questo momento, tra marzo e aprile 2020, con una bella varietà di temi come al solito: concerti, teatro, danza, documentari, circo, cine-concerto…

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Sommario
Gregory Charles: il “jukebox vivente”
Il pianista e cantante Gregory Charles è un vero e proprio fenomeno in Québec, dove è soprannominato il «jukebox vivente». Dato che sono appena tornata da un fantastico viaggio in Québec, ammetto che il gustoso accento dei nostri cugini d’oltreoceano mi manca già! Quindi ho una gran voglia di andare a vedere questo showman all’Européen domani sera.
Appassionato di storia e di musica, Gregory Charles ci invita a rivivere gli ultimi 250 anni di musica e storia occidentale, dal barocco all’hip-hop, dalla rivoluzione francese alla rivoluzione digitale. Il principio di ognuno dei suoi spettacoli è infatti che il pubblico scelga un anno tra il 1768 e oggi. E per ogni anno proposto, lui suona o canta la musica che è stata scritta, pubblicata o resa popolare in quel periodo, raccontandone al contempo il contesto storico.

Gregory Charles
all'Européen il 9 e 10 marzo 2020 alle 20:00
5 Rue Biot, 75017 Parigi
Tariffa unica: 28 €_
Après la fin al Théâtre de la Cité internationale
Era da tanto che volevo fare un salto al Théâtre de la Cité Internationale perché è proprio vicino a casa mia. Mi è piaciuto molto questo luogo incastonato nel cuore della Cité Internationale che mi ha ricordato i miei anni da studentessa.
Per quanto riguarda l’opera, abbiamo visto la creazione immaginata da Maxime Contrepois nel 2019 all’Espace des Arts di Chalon-sur-Saône.
Il pitch: In un’epoca in cui il timore del collasso fa vacillare la nostra visione del futuro, un uomo e una donna si ritrovano confinati nello spazio ristretto di un rifugio antiatomico. E quando la paura fa cadere le maschere, lascia emergere una parte oscura della nostra umanità.

L’opera, sebbene molto interessante e capace di sollevare numerosi interrogativi sulla natura umana e sulla violenza intrinseca alla nostra condizione, è molto cruda, se non addirittura scioccante. Tuttavia, ci permette di sentirci a disagio tanto quanto i due protagonisti di questa storia, puntando il dito contro la follia e i vizi dell’umanità. Se ne esce un po’ scossi e penso che sia sicuramente uno degli obiettivi dell’autore.
Quanto alla messa in scena, è molto riuscita e ho apprezzato particolarmente l’atmosfera delle scenografie ma anche la musica, il gioco di luci e l’oscurità. Insomma, un teatro che scuote ma che resta estremamente interessante e tornerò con piacere a scoprire il resto della programmazione di questo luogo.
Après la fin Fino al 14 marzo 2020 Durata: 1h30 Théâtre de la Cité internationale 17, bd Jourdan 75014 Parigi Tariffe: 23 € / ridotto 16 € / 11 € studenti e disoccupati
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Agnès Obel in concerto alla Seine Musicale
Sono una vera fan di Agnès Obel da anni e incrocio le dita affinché il suo concerto del 20 marzo prossimo non venga annullato… Sarà l’occasione per scoprire il suo nuovo album Myopia, a 3 anni di distanza dal precedente Citizen of Glass.
Se non conoscete questa artista e il suo universo onirico e malinconico, vi consiglio di scoprirlo al più presto! Vi metto un piccolo link a uno dei singoli del suo ultimo album, Island of Doom. Per vederla dal vivo in concerto però rischia di essere un po’ più complicato purtroppo, visto che il concerto alla Seine Musicale del 20 marzo prossimo è a quanto pare già sold out…
Aggiornamento del 12/03/2020: finalmente il concerto è posticipato al 21 luglio 2020!
Agnès Obel in concerto il 21 luglio 2020 alle 20:00
La Seine Musicale
Île Seguin, 92100 Boulogne-Billancourt
Tariffe: a partire da 40 €_
Fleurs de Soleil: Thierry Lhermitte da solo in scena
Per la prima volta, uno dei nostri “bronzés” preferiti si ritrova da solo sul palco: Thierry Lhermitte scambia la sua solita allegria con un tormentato stato d’animo. Con Fleurs de Soleil tratto dal libro di Simon Wiesenthal, celebre cacciatore di nazisti, Thierry Lhermitte recita alla perfezione la dualità, interpretando due personaggi, ma anche affrontando un terribile dilemma e ponendo la domanda che è al centro dell’opera: “Si può perdonare tutto”?

Questo confronto tra un soldato SS, in preda al rimorso sul letto di morte, e Simon Wiesenthal, giovane ebreo vittima dell’orrore nazista, ha di che suscitare in un primo momento indignazione, tanto la richiesta della SS appare inconcepibile. Chiedere a un prigioniero ebreo di perdonargli tutti i crimini commessi verso il suo popolo e accettare di assolverlo sembra vergognoso.
Eppure, rifiutandogli il perdono, e quindi la quiete nell’aldilà, Simon Wiesenthal si sente subito diviso in due: Ho avuto ragione o ho avuto torto? Ogni uomo non ha forse diritto alla redenzione? Il perdono, principio divino, può essere così ovvio da un punto di vista umano? Si può perdonare l’orrore, l’ignominia, l’umiliazione?

Interrogando chi lo circonda e facendo appello a concetti filosofici, Thierry Lhermitte
, sul palco, interroga anche il pubblico, che per un gioco di specchi, si pone inevitabilmente la domanda: e io, cosa avrei fatto? Un’ora di spettacolo di una rara intensità dove l’orrore del ricordo si trasforma in poesia, la poesia delle parole interpretata in modo intelligente e preciso da un Thierry Lhermitte ispirato, sensibile e trasformato.
Interpretando diversi personaggi, Thierry Lhermitte gioca con le varie soggettività e mostra la coesistenza delle coscienze e delle esperienze. Non siamo un’unica entità, ma molteplici. La diversità è una realtà, non siamo uguali nelle nostre azioni. Avremmo potuto evitare tutto questo male? Il mondo non è manicheo, sebbene sembri ovvio che il male abbia un volto; come dobbiamo giudicare la Storia? E soprattutto, come riuscire a voltare pagina e a perdonare gli uomini?
Thierry Lhermitte, grazie alla sua dolcezza e al suo legame con il testo, ci trasporta nella coscienza umana con un piacere intenso. Vederlo solo in scena significa anche rendersi conto del suo immenso talento drammatico e già solo per questo, Fleurs de Soleil è un appuntamento imperdibile.
Fleurs de Soleil con Thierry Lhermitte
Fino al 12 aprile 2020
dal mercoledì al sabato alle 19:00 e la domenica alle 16:00 e 19:00
Dall'8 ottobre al 1° novembre 2020
Théâtre Antoine
14 Boulevard de Strasbourg, 75010 Parigi
Prezzi: a partire da 16,50 €_
Setan Jawa al musée du quai Branly
Lo sapete, vi parlo piuttosto regolarmente in questa rubrica degli spettacoli del musée du Quai Branly, perché apprezzo davvero la loro programmazione che ci fa sempre viaggiare in terre lontane e che spesso conosciamo poco. Lo spettacolo Setan Jawa non è ovviamente un’eccezione a questa regola!
Si tratta di un cine-concerto sinfonico e uno spettacolo multiculturale che mescola film muto, orchestra di gamelan giavanese e orchestra sinfonica.
Aggiornamento del 12/03/2020: “Nel contesto attuale di limitazione degli spostamenti internazionali, il museo, d’accordo con la produzione dello spettacolo, ha preso la decisione di rinviare le rappresentazioni dello spettacolo Setan Jawa a data da destinarsi”.

Setan Jawa 3 rappresentazioni eccezionali dal 20 al 22 marzo 2020 Musée du quai Branly – Jacques Chirac Théâtre Claude Lévi-Strauss 37 quai Branly Parigi 75007 Prezzo intero: 20 € | Prezzi ridotti: 15 €, 10 € (Il giorno dello spettacolo il biglietto dà accesso alle collezioni permanenti e alle mostre Helena Rubinstein / La collection de Madame e Frapper le fer / L’art des forgerons africains)
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Documentario Cosmos: Odissea nello spazio
Un po’ fuori contesto in questa rubrica, vi parlo di uno spettacolo sul piccolo schermo nel comfort del proprio salotto… Cosmos, il reboot della mitica serie degli anni ’80 sull’universo (condotta all’epoca dall’astronomo americano Carl Sagan) torna per una terza stagione (se contiamo l’originale) con un’immersione nel tempo e nello spazio per immaginare il futuro dell’umanità. Neil deGrass Tyson, la rockstar americana dell’astronomia, riprende il suo ruolo di narratore per accompagnarci in questo viaggio.
La serie è sostenuta da una scrittura scientificamente rigorosa e intrisa di una forma di speranza propria della finzione. Cosmos: Odissea nello spazio affascina per il suo onirismo e la sua volontà di risvegliare l’avventuriero che dorme in noi. Grazie a mezzi degni di una produzione hollywoodiana di grande calibro, abbiamo diritto a effetti speciali digitali di prim’ordine (per un documentario) per rappresentare ciò che attualmente non possiamo vedere.
Si può rimproverare a Cosmos il suo tono decisamente americano, con una narrazione molto classica e una semplificazione estrema di alcuni aspetti scientifici. Tuttavia, lo scopo della serie non è certo quello di affrontare in profondità questi concetti, ma piuttosto di mostrare allo spettatore un futuro plausibile – forse affinché possa agire se vogliamo arrivarci un giorno – senza ritrovarsi soffocato da un cumulo di scienza.
Cosmos: Odissea nello spazio In onda su National Geographic a partire dal 15 marzo Presto su Disney+
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Pockemon Crew: danza Hip-hop
La celebre compagnia di hip-hop di origine lionese festeggia quest’anno i suoi 20 anni! Vi avevo parlato di questo gruppo che avevo avuto la fortuna di vedere già al Bobino nel 2017.
Nel 2020 la compagnia propone un nuovo spettacolo, “Empreinte”, in cui Rachid Hamchaoui e Mabrouk Gouicem del collettivo Pockemon riuniscono attorno a loro 6 ballerini interpreti provenienti da diverse generazioni del movimento hip-hop. Da questo incontro emerge una creazione originale e poetica che ci immerge in un viaggio attraverso il tempo, tra il profumo dell’infanzia e dei ricordi.
Ho avuto la fortuna di scoprire questa nuova creazione durante il suo passaggio al Bobino dal 19 al 22 febbraio. Attualmente la troupe è in tournée con diverse date in Francia fino a maggio 2020.



Spettacolo Empreinte della Pockemon Crew In tournée in Francia nel 2020 durata dello spettacolo: 1h
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Flip Fabrique, l’astro nascente del circo québécois
È ancora necessario presentare il circo québécois? Autentici rappresentanti del circo contemporaneo, i nostri amici dall’altra parte dell’Atlantico sanno maneggiare tutti i suoi aspetti. Lontano dai codici del circo tradizionale, pur mantenendone le discipline, Flip Fabrique è una giovane compagnia emergente creata nel 2016 e composta da 6 attori/acrobati (cinque uomini, una donna). Firmano uno spettacolo di altissimo livello, alternando con destrezza numeri umoristici e acrobazie sbalorditive.
Ricorderemo in particolare dello spettacolo Transit tre numeri che mettono in risalto la loro padronanza totale del diabolo, dei cerchi e del trampolino… Ma non bisogna dimenticare che uno spettacolo non è una semplice successione di acrobazie, per quanto impressionanti possano essere. In questo ambito, Flip Fabrique si distingue per la sua energia folle, la sua messa in scena creativa e soprattutto, a mio parere, il suo senso dell’autoironia e del burlesco poetico. Uno spettacolo da scoprire assolutamente!




Transit - Flip Fabrique Da mercoledì 26 febbraio a domenica 19 aprile 2020 Da mercoledì a sabato alle 21:00 / matinée i sabati e le domeniche alle 16:00 Grande salle del 13eme Art 30 Avenue d'Italie, 75013 Parigi Prezzi: da 23 a 53 €
