Quest’anno, con mio grande dispiacere, non ero al Festival di Cannes. Tuttavia, quest’ultimo weekend cannois mi ricorda quello che ho vissuto 2 anni fa, durante la chiusura del festival 2011, e non resisto alla tentazione, anche se in ritardo, di scrivervi un piccolo articolo su questo momento magnifico.
Ho assistito all’integrale 64° Festival di Cannes, ma si è concluso in bellezza per me, perché ho avuto la fortuna, grazie a Orange, di vivere una giornata VIP durante l’ultimo giorno del festival ed ecco il racconto di quella giornata!
Dopo aver salutato i miei ospiti, un’auto ufficiale Orange è venuta a prendermi a mezzogiorno per portarmi, né più né meno, al Martinez!
Vi lascio immaginare l’effetto che fa, dopo essere passata davanti a questo palazzo cannois per tutta la settimana, con i curiosi ammassati davanti, in attesa impaziente di vedere una star uscire dall’hotel, e poi, alla fine, ecco che entro io stessa, come cliente: un sogno!
Dopo aver effettuato il check-in in camera (e aver quasi rischiato un soffocamento davanti al prezzo, meno male che è offerto da Orange…), mi dirigo verso la plage Goéland per un pranzo a base di pesce. Avevo sentito dire che proprio sulla plage Orange c’era una chef incredibile e mi sarebbe piaciuto molto mangiare lì, purtroppo la spiaggia aveva chiuso la sera prima, che sfortuna…
Successivamente, torno finalmente a prendere possesso della mia camera al Martinez! Ispeziono ogni corridoio per vedere se ci sono star in giro, ma no, a quanto pare tutti si stanno preparando per la salita dei gradini della sera, e anch’io, tra l’altro, perché sto per percorrere il red carpet.
Ma prima di questo, approfitto un po’ del bel tempo e della piscina del Martinez, non è come se dovessi tornarci l’anno prossimo (ma non dispero per il prossimo anno)…
Alle 18:15 in punto sono nella hall, in attesa dell’auto che deve portarmi ai piedi del Palais des Festivals. Salgo e ci dirigiamo verso la scalinata. All’interno dell’auto, mi rendo conto di essere dall’altra parte ed è strano. Mi spiego: per tutta la settimana ero tra la folla, quella che guarda e invidia le auto che passano nelle zone sicure che portano al red carpet. E ora sono in una di quelle auto!…
L’auto si ferma ai piedi dei gradini e aspetto che qualcuno apra la portiera (e sì, non crederete mica che lo faccia da sola) e lì, dietro il vetro, mentre agita le braccia, Kirsten Dunst. Bene, scendo dall’auto e rimango dignitosa, non è perché sono proprio accanto all’attrice feticcio di Sophia Coppola che devo perdere il controllo… Ok, ero comunque un po’ sotto shock. Naturalmente, non ho avuto il tempo di fotografarla (beh sì, non l’avevo previsto, dovevamo salire prima delle star, quindi la mia macchina fotografica era persa in fondo alla borsa) ma sui tabloid era così:
Bene, ve lo dico subito, non vi conviene indugiare troppo sul tappeto, ogni due gradini c’è una ragazza lì apposta per dirvi che non potete restare lì… quindi ovviamente sono arrivata in cima alle scale molto molto velocemente (sì, perché sotto il tappeto non è che una scala, alla fine).
Vi invito a salire i gradini con me (no perché so che senza prove non crederete che ci fossi davvero)! Dopo, la cosa impressionante, anche se te l’aspetti, è l’orda di fotografi che urlano ai lati. È alla fine abbastanza intimidatorio.
Alla fine, lo scopo di tutto questo circo era solo quello di poter entrare nel Palais per assistere alla Cerimonia di Chiusura. E pensare che poco più in basso, sul palco c’era Jude Law… Vedendo la foto capirete facilmente perché sono delusa, perché in effetti non riuscivo a vederlo molto bene…
La cerimonia è stata peraltro abbastanza veloce, credo, e sfortunatamente, dato che ero un po’ in alto, è stato difficile farvi delle belle foto; insomma, ho fatto quello che ho potuto…
Sono stata piuttosto combattuta riguardo al palmarès.
Sono molto felice della scelta di Bong Joon-Ho (regista sudcoreano che amo molto) per la Caméra d’Or, « Las Acacias », un film che ho apprezzato molto.
Ero anche felice per il film Polisse che è stato uno dei miei preferiti della competizione ufficiale e l’emozione di Maïwenn nel momento di andare a ritirare il suo premio era molto palpabile.
Per il resto, sono rimasta molto sorpresa dalla palma d’oro (che tra l’altro non ho ancora visto) per « The Tree of Life » che alla fine sembrava essere una palma abbastanza convenzionale e poco sorprendente, dato che era il film più atteso della competizione e che non ha comunque messo d’accordo tutta la critica…
E come si poteva sospettare, Terence Malik
, soprannominato “il fantasma della Croisette” durante il festival, visto che nessuno l’ha visto, non è nemmeno venuto a ritirare il suo premio di persona e ha mantenuto la sua parte di mistero fino alla fine.
Dopo la proiezione (che alcuni hanno trovato un po’ lunga) di « Les Bien-Aimés » di Christophe Honoré, regista con cui non sono sempre obiettiva perché ho un debole per i suoi film e per il suo attore feticcio Louis Garel, ho ritrovato il cielo stellato e la notte di Cannes.
Bella sorpresa, i nostri ospiti ci hanno poi portati a cena al Fouquet’s, ristorante dell’hotel Majestic Barrière. Che classe!
Non ti descrivo tutto il menù, ma oltre alla cornice magnifica, sulla terrazza dell’hotel vicino alla piscina, era tutto squisito.
Il tocco in più: gran parte del cast del film Polisse festeggiava il proprio premio a pochi tavoli dal nostro… eravamo quindi visibilmente nel posto giusto per l’after della Cerimonia di chiusura…
Dopo questa giornata straordinaria, sono andata a dormire esausta, ma felice, tra le lenzuola del Martinez, what else?
La mattina dopo ho potuto ancora godermi la vita da favola con l’incredibile colazione del Martinez, un buffet a volontà con una scelta titanica di cose dolci e salate. Una delizia! E poi era già il momento di prendere il treno per tornare tranquillamente alla mia piccola (ma elettrizzante) vita parigina…
Vorrei concludere questo articolo con un annuncio: spero proprio di potervi portare di nuovo con me nei miei bagagli l’anno prossimo se avrò la fortuna di tornare a Cannes per il 67° festival!
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