Inaugurato nel 2006, il museo del Quai Branly – Jacques Chirac, noto come museo delle Arti e Civiltà d’Africa, Asia, Oceania e Americhe, è il progetto culturale dell’ex presidente Jacques Chirac e l’edificio che ospita il museo e le sue riserve è stato realizzato da Jean Nouvel. Visito regolarmente il museo del Quai Branly, in particolare per vedere una mostra, ma anche spesso per scoprirvi uno spettacolo. Infatti, il museo delle arti primitive, oltre ad essere un luogo di mostre, propone, come sicuramente saprete, numerose attività sul suo sito e ospita persino un ristorante gastronomico con una vista mozzafiato sulla Tour Eiffel !
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Gli spettacoli del teatro Claude Lévi-Strauss
Tra le numerose attività proposte dalla struttura, quest’ultima offre al suo pubblico un bel ventaglio di concerti, rappresentazioni teatrali, spettacoli di marionette e altri pezzi folcloristici e culturali provenienti dalle popolazioni presentate dal museo o in relazione con le mostre in corso.
Per esempio nel 2013, Il teatro Claude Lévi-Strauss ha presentato un Mahabharata contemporaneo creato dal regista giapponese Satoshi Miyagi che rivisita i codici del kabuki. Questo spettacolo fu creato nel 2003 al Museo Nazionale di Tokyo: un solo narratore recita il testo dei 25 attori che si muovono sulla scena, ripercorrendo uno degli episodi di questa mitica epopea indiana, la storia del Re Nala. Maschere sontuose, costumi in carta giapponese nella tradizione dell’epoca Heian (IX – XII secolo), percussioni di ogni genere (gamelan, djembé…), questo Mahabharata giapponese è uno spettacolo totale la cui energia degli interpreti, il respiro epico, la bellezza visiva e la straordinaria vitalità propongono un vero teatro universale.



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Il Plateau delle Collezioni del museo del Quai Branly
Ma il museo del Quai Branly è anche mostre temporanee e il plateau delle collezioni che vi invito oggi a scoprire. In modo permanente, il museo ospita una collezione ricca di 300 000 opere e oggetti d’Africa (89 000), d’Asia (72 000), d’Oceania (33 000) e delle Americhe (106.000) di cui 3 400 sono esposti sul plateau delle collezioni. Dall’apertura del museo nel giugno 2006, sono state apportate evoluzioni museografiche al plateau delle collezioni.
Regolarmente, le vetrine e gli spazi del plateau si trasformano, per necessità di conservazione preventiva (alcuni tessuti o materiali sensibili alla luce non possono essere esposti per più di 6 mesi…), di consultazione scientifica di opere (nell’ambito di lavori di ricerca universitaria…), di prestiti di opere (presso altre istituzioni culturali e scientifiche, nazionali o internazionali) o ancora per meglio valorizzare le collezioni del museo (nuovo spazio Abomey nel percorso Africa…). Circa 500 cambi di opere vengono effettuati ogni anno, nelle 414 vetrine del plateau delle collezioni.


