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Arte ed esposizioni all’Avana, Cuba

di Valérie Collet
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L’estate è alle porte con i suoi progetti di vacanze… Forse alcuni di voi avranno l’ottima idea di andare a Cuba? Io ne sono appena tornata! Quindi, approfittando di una piccola pausa (o di una fuga) di Mademoiselle Bon Plan, non resisto al piacere di condividere con voi i miei ultimi colpi di fulmine, in particolare a l’Avana che, quest’anno, festeggia i suoi 500 anni.

Vi mostrerò innanzitutto alcune delle opere installate nella capitale durante l’ultima Biennale internazionale d’arte contemporanea. Poi andremo a vedere le mostre di Zhanna Kadyrova alla galleria Continua e Intersecciones (Intersezioni) alla Factoria. Una piccola sosta alla galleria d’arte popolare la Libertija e visiteremo l’hotel-boutique Malecon 663, un’opera d’arte in sé! Per finire (e farvi venire l’acquolina in bocca) faremo un giretto in riva al mare, a Varadero (2 ore di auto) dove vi mostrerò alcune sculture culinarie che ornano i buffet dell’hotel Royalton Hicacos Resort. Da divorare con gli occhi!

Installazione artistica rossa con fili alla Biennale dell'Avana 2019.

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La Biennale internazionale d’arte contemporanea

Evento molto importante dall’altra parte dell’Atlantico, si svolge ogni due o tre anni e riunisce artisti da tutto il mondo, tra cui moltissimi cubani e latinoamericani. La sua 13a edizione si è tenuta dal 15 aprile al 15 maggio sul tema «La costruzione del possibile», molto legato all’attualità di questo paese in transizione che, dopo mezzo secolo di socialismo fidelista, si apre sempre di più al mondo.

Per un mese, una moltitudine di luoghi hanno ospitato mostre e le strade dell’Avana si sono riempite di opere d’arte. Una delle manifestazioni più importanti, Derrière le mur, allineava sul lungomare del Malecón e in città, tutta una sfilata di sculture e installazioni come la tartaruga rovesciata di Fabelo, celebre artista cubano.

Succede che alcune opere restino da una Biennale all’altra, come i dipinti di Buren che incorniciano discretamente le porte della città vecchia con le loro strisce bianche e nere. O questa immensa foto di JR (un ragazzino sdraiato) che scomparirà tra qualche mese o settimana con il muro del cantiere su cui si trova. Il tutto offre una bellissima passeggiata.

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Zhanna Kadyrova alla galleria Continua

Questa galleria italiana, estremamente alla moda, conta succursali in Francia, Cina e da qualche anno all’Avana, dove ha occupato un ex cinema nel quartiere cinese. In questo vasto spazio e sul suo balcone, le pareti sono state lasciate allo stato originale, ovvero completamente scrostate, in conformità con una certa estetica della rovina, molto tipica dell’Avana.

Molto cubano è anche il recupero di oggetti per trasformarli in elementi di “decoro” o in opere d’arte. Zhanna Kadyrova, giovane artista ucraina, non fa eccezione. La sua installazione Permiso para el coctel (Permesso per il cocktail) è stata creata partendo da vecchi pezzi di inferriate, balconi, vetrate, pezzi di ascensori o lampadari di cristallo… Un insieme colorato e gioioso dove le vetrate a mezzaluna (usate tradizionalmente per schermare il sole negli interni) giocano a fare gli spicchi d’arancia; e le ruote metalliche diventano le fettine di qualche frutto magico, in Mojito o Daiquiri da sogno…

Sul soppalco, un’altra installazione, Seconde main (Seconda mano), utilizza le vecchie piastrelle di un ospedale per creare vestiti e camici da lavoro. Mentre in fondo al palco, una grande protuberanza bianca (un ventre) di Anish Kapoor intitolata Gestation, si svela poco a poco allo sguardo.

Come sempre a Cuba, i messaggi si accavallano: una nascita che tarda, lucchetti che devono ancora essere scassinati per poter festeggiare davvero… La realtà cubana e i suoi ultimi blocchi (l’embargo americano) sono gli attori nascosti di questo frizzante cocktail artistico!

Galerie Continua

"Permiso para el coctel "di Zhanna Kadyrova, fino al 25 agosto 2019

108 rue Rayo, tra via Cuchillo e via Zanja, Centro Habana
Tel.: (+53) 55 516 507
Aperta dal lunedì al sabato, dalle 10:00 alle 18:00

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Intersections alla Factoria Habana

La Factoria è uno spazio molto grazioso della Avana Vecchia, una sorta di mini Palais de Tokyo che tra travi metalliche e pareti attrezzate si dedica all’arte contemporanea piuttosto d’avanguardia. Dopo le mostre Convergences e Divergences di Rafael Villares (ve ne abbiamo parlato in un precedente articolo), ecco il terzo capitolo di una trilogia destinata ad abbattere le frontiere tra arte, design, architettura e scienza.

Al piano terra troverete una selezione di artisti concettuali cubani le cui opere privilegiano l’idea rispetto alla forma, il contenuto rispetto alla bellezza. Le loro preoccupazioni, come sempre, sono quelle del futuro, dell’esilio, della Rivoluzione, del rapporto con gli Stati Uniti. Così, se il Paese desiderato (Pais deseado) di Tonel ci mostra un’isola feconda, costituita da una moltitudine di frutta e verdura appetitose, I vecchi amici di Angel Toirac non hanno dimenticato, tra gli altri ospiti, il cowboy “yankee” Lucky Luke. Quanto a l’Assenza (o il Compleanno) di Yoan Capote, allinea la triste serie di grucce vuote degli amici in esilio.

Più avanti, si sorride davanti agli Emblemi di Dagoberto Rodriguez che non sono altro che cromature di vecchie auto americane che riprendono i precetti rivoluzionari: Yo soy Fidel (Io sono Fidel), Patria o muerte (Patria o morte), Venceremos (Vinceremo)…

Al primo piano, l’atmosfera è tutta un’altra cosa! Scopriamo la favolosa architetta messicana Lucila Aguilar che riconcilia le comunità del Chiapas con l’ambiente, facendo costruire loro case di bambù in sole 6 settimane! Strutture in bambù, modellini, video e foto descrivono in dettaglio questo progetto altruistico che convive con ogni sorta di invenzioni sorprendenti come pannelli solari tessili, elettricità fornita da venditori ambulanti, lampade-sandalo o lampade-cappello!

La Factoria Habana

Mostra Intersecciones, fino al 30 agosto 2019

308 via O’Reilly, tra via Habana e via Aguiar, L'Avana Vecchia
Tel.: 53(0)78 610 791 e 53(0)78 649 518

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La Libertija, galleria d’arte popolare

Questa graziosissima galleria è stata aperta qualche mese fa al piano terra di un moderno palazzo nel Vedado, a due passi dal leggendario Hotel Nacional (quello dove alloggiava tutta la mafia negli anni ’30…). È opera della giovane artista e fotografa Anais Triana che, in attesa di realizzare il suo grande progetto di comunità artistico-contadina in campagna, ha messo in piedi il suo “business”! L’idea era quella di creare un luogo dove chiunque desiderasse creare qualcosa con le proprie mani, partendo da materiali riciclati, potesse esporre e vendere. E ci si sono messi tutti (prova che tutti noi abbiamo un’anima da artista nascosta…): suo fratello, i suoi vicini, i suoi amici e molti altri ancora…

Qui c’è un meccanico che costruisce piccoli alberi usando filo di ferro recuperato in officina. Là una coppia madre-figlia, Maria-Josefa Arrango e Patricia Urrutia, che realizzano piccoli quadri in tessuto (la prima ha vinto un premio alla Biennale del patchwork). Sugli espositori, si trovano piccole incisioni e disegni (in particolare di Anais), giostrine in macramè, marionette, lampade vintage realizzate con fascette in plastica, bambole all’uncinetto, gioielli e mille piccoli manufatti per pochi euro.

Il nome della galleria, la Libertija, unisce le parole “libellula” e “lucertola” (in spagnolo). Si adatta perfettamente a questo generoso progetto di arte popolare che si insinua nella giungla avanera con libertà e abilità!

La Libertija

21ª strada, all'angolo di via N, Vedado, L'Avana
Tel.: (+53) 78 323 260 
Aperta dal lunedì al sabato dalle 10:00 alle 20:00 

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L’hotel boutique Malecon 663

Questo luogo creato da una francese e suo marito (un musicista cubano) un anno e mezzo fa, si trova in riva al mare, sul mitico viale del Malecon, tra la città vecchia e il quartiere del Vedado. Voluto 100% made in Cuba, è il regno dell’arte, dell’arredamento e del vintage. Le sue tre camere e la sua suite (una per piano), che portano tutte nomi di canzoni cubane, sono state arredate in modo incantevole da designer cubani come Orlando Inclan o Dario Veranez, sui temi della contemporaneità, della santeria (religione afro-cubana) o dell’Art Déco. Per quanto riguarda il bar, il ristorante, le scale e il roof-top, si contendono ogni sorta di oggetto cercato o recuperato.

Avete mai visto delle rastrelliere per bottiglie usate come scaffali? Sgabelli con manubri e ruote di bicicletta? Ne troverete al Malecon 663 che, oltre a “coccolarvi” e a farvi i salti mortali, organizza serate musicali sul tetto (uno stile diverso ogni sera), tour della città su vecchie auto americane, visite ai vicini ed esposizioni di pittori, fotografi o grafici sui muri o nella boutique. Un modo per vivere L’Avana con gioia e in modo diverso!

Malecon 663

663 viale del Malecon, tra le vie Belascoain e Gervasio
Centro Habana 
Tel.: (+ 53) 78 601 459

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Arte culinaria, arte popolare…

Cuba è come un favoloso frutteto dove frutta e verdura crescono in abbondanza nel modo più naturale e biologico. I grandi hotel ne approfittano offrendo ai loro clienti sontuosi buffet pieni di mango (quando è stagione), guaiave, papaie, meloni, angurie, arance, pompelmi… Le loro bucce servono spesso a realizzare sculture e decorazioni proprio in mezzo ai piatti, frutti di mare e dessert. Queste immagini sono state scattate al ristorante principale dell’hotel Royalton Hicacos Resort a Varadero. Per finire, una sfoglia che rappresenta la bandiera cubana!

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Informazioni pratiche / Andare a L’Avana

Logo AIRFRANCE per informazioni pratiche su come viaggiare a L'Avana

Air France offre un volo giornaliero (circa 9 ore) per questa destinazione, a partire da 570 € in classe economica. Questa volta, abbiamo testato la classe Premium Economy che è davvero un “plus”, soprattutto per il ritorno, perché dato che si svolge di notte, i sedili a guscio, più larghi, sono più comodi; si reclinano di più e permettono di appoggiare i piedi. Inoltre questa classe dà diritto a due volte più peso nel bagaglio da stiva (2 x 23 kg), a un kit di accessori (mascherina, dentifricio, copri-auricolari…) e a molti altri vantaggi davvero piacevoli.

Per tutte le informazioni: Ente del Turismo di Cuba in Francia, 2 passaggio del Guesclin, 75015 Parigi. Tel.: 01 45 38 90 10

Per andare a L’Avana, è anche necessario avere un passaporto e ottenere un visto per Cuba tramite una società specializzata. È valido 30 giorni dall’arrivo sul posto, con un prolungamento possibile su richiesta a un ufficio immigrazione. Attenzione: anche i bambini hanno bisogno di un visto per entrare nel paese.

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Tutte queste belle scoperte sono state fatte nel contesto di un viaggio per il FIT CUBA 2019 organizzato dal MINTUR. I nostri ringraziamenti vanno a Saily, direttrice dell’Ente del Turismo di Cuba in Francia e a Pierre, collaboratore per le relazioni con la stampa.

Spero che con tutto questo vi avrò fatto venire voglia di scoprire Cuba e L’Avana e se anche voi avete i vostri consigli e buoni indirizzi su questa destinazione, non esitate a condividerli nei commenti!

Crediti fotografici: Valérie Collet
Foto non libere da diritti, autorizzazione del fotografo obbligatoria prima di qualsiasi utilizzo

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