Con la primavera, le mostre si moltiplicano e la vita culturale germoglia un po’ ovunque in Francia! Quindi, approfitterò di una piccola pausa di Mademoiselle Bon Plan per condividere con voi le mie ultime scoperte. Un po’ di sole e colore per iniziare? Vi porterò prima di tutto ad Aubagne, nel Sud, per scoprire la mostra dello scultore Yom de Saint Phalle.
Ci soffermeremo poi nella Borgogna-Franca Contea che festeggia, quest’anno, i 150 anni dalla morte di Lamartine. Tra grande e piccola storia, visiteremo il grazioso musée des Ursulines a Mâcon, la maison familiale du poète a Milly-Lamartine e il château de Pierreclos.
Infine, concluderemo il nostro viaggio con un’esperienza radicale tanto quanto zen: la mostra di Daniel Steegmann Mangrané presso l’Institut d’Art Contemporain di Villeurbanne.

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Yom de Saint Phalle nei musei di Aubagne
Colpo di fulmine inaspettato la scoperta di questo artista simpatico, modesto, dal percorso singolare e dall’opera piuttosto gioiosa. Prima di diventare scultore, Yom ha fatto parte per sei anni della Legione Straniera, che lasciò in seguito a un grave incidente. Inoltre, agli inizi, ha lavorato con Niki de Saint Phalle di cui è nipote! Questi due aspetti della sua vita hanno lasciato tracce nelle sue opere.


Le sue sculture sono geometriche e colorate, per la maggior parte in metallo. Mostrano un lavoro incentrato sul vuoto che non è puramente decorativo. Togliendo materiale piuttosto che aggiungendolo, Yom invita a scavare e ad andare oltre le apparenze.
Avendo viaggiato molto e lavorato in paesi in grande sofferenza, invita anche alla tolleranza. Niente di meglio, tuttavia, che “lasciarsi sorprendere dalle sue sculture” (secondo le sue parole), senza riflettere troppo!


Il colore? Cambia in base al luogo. È quello dell’arcobaleno, del prisma della luce, quello anche degli operatori del pronto soccorso… Brillante, risulta da una dozzina di strati sovrapposti, applicati sul metallo o sul teak.
L’umorismo e la spiritualità hanno il loro posto anche presso lo scultore. Come questa mosca che si è incollata per caso in un angolino appena dipinto di Purple heart e che l‘artista ha alla fine lasciato!

Mostra Yom de Saint Phalle, fino al 15 giugno 2019
Centre d’art contemporain Les Pénitents Noirs
Les Aires, chemin de Saint-Michel, 13400 Aubagne
Visita libera e gratuita dal martedì al sabato dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 18:00
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Seconda mostra. Yom de Saint Phalle, fino al 22 settembre 2019
Chemin de la Thuilière, 13400 Aubagne
Ingresso libero e gratuito dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 18:00
Per le prenotazioni delle visite guidate e i laboratori chiamare lo 04 42 18 13 27
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Il musée des Ursulines a Mâcon
Questo grazioso museo è allestito nell’ex convento delle Orsoline, di cui ha conservato le antiche pietre della Borgogna e il carattere tipicamente XVII secolo. La visita è una vera passeggiata tra le bellezze, a misura d’uomo, che si può effettuare in un’unica volta. Di sala in sala si passa dall’Antichità al XX secolo con molta allegria, tanta è viva la presentazione che non esita a mescolare dipinti con mobili e sculture. Sembra di essere nella casa di un collezionista!
Si scoprono a turno oggetti archeologici e del Medioevo (due bellissime Vergini con bambino); il maestoso XVII secolo olandese con le sue scene di festa, le sue nature morte e diversi mobili ai quali una portantina francese offre un bel contrappunto.


Per il XIX secolo, riflettori puntati sullo spettacolare panorama di carta da parati di Joseph Dufour, fondatore di Mâcon di una delle due manifatture dell’Imperatore in questo campo. Su 11 metri di larghezza (solo la metà è esposta), gli abitanti dell’Oceania, deliziosi “buoni selvaggi”, si dedicano alle loro occupazioni in un decoro a dir poco esotico.
Non lontano, un bel Courbet, un saggio Corot, un Monet degli inizi… Per finire, un raro dipinto di Le Corbusier e un superbo insieme di arte geometrica astratta, davvero sbalorditivo!



Non lasciare il posto senza dare un’occhiata alla mostra dedicata ad Alphonse de Lamartine. Per il 150o anniversario della sua morte, il museo inaugurerà, il prossimo 16 luglio, uno spazio permanente che unisce sculture, dipinti e opere letterarie.

5 rue de la Préfecture, 71000 Mâcon
Aperto dal martedì al sabato dalle 10:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 18:00
Tariffa intera: 6 € / ridotto 3 €
Gratuità per studenti, minori di 18 anni, disoccupati
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La casa di famiglia di Lamartine, a Milly
Questa antica casa entrò nella famiglia di Lamartine nel 1640. Oggi è abitata a turno da due fratelli discendenti del poeta, molto legati a questo luogo e alla sua conservazione. Da questo «vendangeoir» (così era stato soprannominato), rimasto esattamente com’era allora, si sprigiona un’atmosfera molto particolare che mescola storia e intimità.
Il poeta e uomo politico vi trascorse la giovinezza con i genitori, la cui vita, molto semplice, era interamente occupata dal quotidiano e dalla gestione dei 40 ettari di vigneti che la circondavano.
Dopo aver varcato il vecchio cancello, si visita innanzitutto il giardino con i suoi quattro vecchi cedri, la panca in pietra e il famoso edera immortalata da una poesia. Poi c’è il salotto con le sue poltrone a fiori, i ninnoli, i ricordi; la sala da pranzo, le cui tappezzerie marroni a fiori rosa antico (un tempo erano turchesi…) sono d’epoca.

La cucina è rimasta invariata con il suo camino e il suo lavandino in pietra, il grande tavolo e le panche dove il poeta amava sedersi per cenare con il personale. Nell’ingresso, l’unica stanza dove è consentito scattare fotografie, si ammira il busto del poeta e la sua opera esposta su un lungo tavolo. Di fronte, un mazzo di narcisi canta la primavera!

Si potrà completare questa visita con quella del Pavillon de la Solitude, a Prissé. In questo capanno di legno, in mezzo ai vigneti, il poeta veniva a riposarsi e a scrivere. Il mosaico di legno all’interno è un gioiello.

Casa di Lamartine
71960 Milly-Lamartine
Visite individuali (guidate) : da Pasqua a Ognissanti, domenica e festivi alle 16:00
Tariffa: 7 € / visite di gruppo (guidate) tutto l’anno su appuntamento alla tariffa di 6 €
Gratuito per i minori di 12 anni
Si consiglia la prenotazione via email a Catherine Sornay de Combaud: catherine2c7101@gmail.com
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Il castello di Pierreclos
Questo castello, oggi circondato da vigneti, fu un antico oppidum gallo-romano. Raccoglie quasi 1000 anni di storia con testimonianze di diverse epoche.
Vi si scoprono a turno una cappella romanica splendidamente decorata e una serie di sale medievali: una cucina antica, cantine piene di botti e strumenti antichi che illustrano il lavoro della vigna (torchio, ceste per l’uva…), segrete… All’esterno un portale fiammeggiante, un mastio e una terrazza con vista panoramica illustrano anch’essi questa grande storia.




Per quanto riguarda la piccola (storia), Lamartine ha il suo posto… Soggiornando volentieri a Pierreclos, vi avrebbe conosciuto due donne, Jacqueline de Pierreclau e sua cognata Nina, il cui sorriso tenero e gli occhi molto dolci gli resistettero così poco che dalla bella ebbe un figlio!
Il castello di Pierreclos appartiene oggi ad Anne-Françoise e Jean-Marie Pidault, una coppia di vignaioli che vi abitano, vi lavorano e vi hanno aperto 5 camere d’ospiti splendidamente decorate. Un luogo ideale per assaporare contemporaneamente la storia, il riposo e, con moderazione ovviamente, il vino!


71960 Pierreclos
Aperto alle visite dal 1° aprile al 30 settembre
Da aprile a settembre: tutti i giorni dalle 14:00 alle 19:00 (tranne lunedì e sabato)
A luglio e agosto: tutti i giorni dalle 10:00 alle 19:00 (tranne il sabato)
Ingresso adulti: 7,50 € / 7-12 anni 5 € / gratuito per i minori di 7 anni
Gruppi: informazioni e prenotazioni per tel. o email: contact@chateaudepierreclos.com
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Daniel Steegmann Mangrané all’I.A.C di Villeurbanne
Esperienza piuttosto inedita e interessante quella della mostra di questo artista catalano che vive oggi a Rio de Janeiro. Quest’ultimo ha completamente rimodellato la disposizione spaziale di questo luogo, trasformando tutto il personale del museo in architetti e muratori!
Su 900 metri quadrati, propone una successione di spazi vuoti dalle forme geometriche variegate, illuminati da finestre di diverse dimensioni, a volte molto strette.



Il visitatore è invitato alla riflessione, alla meditazione, al silenzio, a un’esperienza spaziale e luminosa. Ciò potrà condurlo all’introspezione, a una riflessione sul bianco e sul nero (e sulla loro impossibilità di esistere realmente), alla magia rilassante della luce, alla bellezza delle sagome che si stagliano su questi fondi uniti…

Affascinato dalla foresta amazzonica, l’artista, da più giovane, voleva diventare biologo, entomologo o botanico. Alla fine del percorso, proietta un video che mostra insetti stecco nella foresta. Questi insetti ramo si confondono così bene nel loro ambiente che sono difficili da individuare.
Un invito senza dubbio a fare lo stesso noi, gli uomini. Che diventiamo un tutt’uno con la natura per tentare forse di salvarci attraverso di essa…
Mostra Daniel Steegmann Mangrané, fino al 28 aprile 2019
Institut d’Art Contemporain de Villeurbanne/Rhône-Alpes
11 rue du Docteur Dolard, 69100 Villeurbanne
Aperto tutti i giorni tranne lunedì e martedì
Orari che cambiano ogni giorno in base alla luce (vedere sul sito)
Tariffa intera: 6 € / ridotto 4 €
La buona dritta: un biglietto dà diritto a tutte le visite che si desiderano
